TheMythicalProject

In ogni angolo vedo una storia inventata millenni fa, non riesco a non pensare che qualsiasi domanda che un essere umano si pone è già stata fatta in tempi remoti. Amo profondamente questo filo conduttore e condiziona la mia produzione da tanti anni. Non me ne sono accorta subito, ma quando guardo indietro e penso di aver errato in maniera spropositata mi viene incontro lampante e nitida la risposta: ho prodotto tanto, ho prodotto tanto diversamente, varcando soglie apparentemente lontane. Tutte figlie di uno stesso filo. Questo filo si chiama MITO. 

Studiando all'Accademia di Belle Arti (di Roma, arrivandoci dopo uno straordinario anno di studi sull'incisione e limitrofi presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia) mi si è sempre posta davanti la questione dell'essere riconoscibile, accanto ad un altro spinoso tarlo: l'essere, nella produzione artistica, contemporanea.

Essendo una artista che tanto ha errato - errare, vagare, sbagliare: tutto porta allo scoprire - non ho potuto fare a meno di assaggiare e spesso approfondire campi e modalità differenti. All'epoca della mia giovinezza questo mi è stato criticato come stadio iniziale e imberbe della mia carriera, da affinare. E no, invece è stata una mia caratteristica. 

Le costanti del mio lavoro, ormai riconoscibile per altro e non per essermi mantenuta su un binario soltanto, dove mi sarei arenata e fermata, sono legate tematicamente all'infinita narrazione mitica ed alle sue domande senza tempo e, tecnicamente, ad uno strumento che ho impiegato in tutti i modi: la punta metallica. 

Sono stata per più di tre lustri una tatuatrice, ho studiato e applicato tecniche di incisione su rame, su zinco, su legno, ho cominciato ad incidere altri materiali fra cui il plexiglass, la carta, il cartone fino ad arrivare all'argilla cotta e cruda. Ho cominciato ad usare l'ago per disegnare con i fili, poi a ricamare, su carta, cartone, cartoncino, tessuti, feltro. Ho unito spesso queste tecniche.

Ho amato produrre libri, li ho inseguiti -i miei e quelli degli altri- per dieci incredibili anni: i libri d'artista. Questa definizione non mi ha mai soddisfatto, ci ho fatto una tesi e non ne ho trovato ancora una migliore. Questa lungo periodo mi ha portato in tanti posti d'Italia e all'estero e chissà come sarebbe andata se io non mi fossi fermata.

Mi sono fermata in un luogo impensabile: in un'isola, da cui eredito le radici materne. Vivere in un'isola per me non è facile e questo potrebbe ispirare lunghi ed innumerevoli capitoli sul perché. Ma poi penso che, nella mia variegata espressione, non potevo non essere più coerente di così: come potevo non vivere nel luogo mitico per eccellenza?

Continuo a produrre ed amo immensamente progettare mostre, ma da qui non mi è facile. Le mani ed il pensiero non vogliono però sottomettersi e continuano senza sosta a farmi passare dal tormento all'estasi e viceversa: questa è la ricerca e la creazione.

Ogni opera che produco è frutto di un lungo cammino, cominciato millenni fa.

Oggi lo voglio racchiudere nel nome di TheMythicalProject. 

(foto di Fabio Presutti)

 

In every corner I see a story invented millennia ago, I can't help thinking that any question that a human being asks has already been asked in ancient times. I deeply love this common thread and it has influenced my production for many years. I did not notice it immediately, but when I look back and think I have erred disproportionately, the answer comes to me clearly and clearly: I have produced so much, I have produced so differently, crossing seemingly distant thresholds. All daughters of the same thread. This thread is called MYTH. Studying at the Academy of Fine Arts (in Rome, arriving after an extraordinary year of studies on engraving and neighboring at the International School of Graphics in Venice) I have always faced the question of being recognizable, alongside another thorny woodworm: being, in artistic production, contemporary. Being an artist who has erred so much - wandering, wandering, making mistakes: everything leads to discovery - I could not help but taste and often explore different fields and methods. At the time of my youth this was criticized as an early and beardless stage in my career, to be refined. And no, instead it was my characteristic.The constants of my work, now recognizable for other reasons and not for keeping myself on one track only, where I would have run aground and stopped, are thematically linked to the infinite mythical narrative and its timeless questions and, technically, to a tool that I have used in all ways: the metal tip. I have been a tattoo artist for more than 15 years, I studied and applied engraving techniques on copper, zinc, wood, I began to engrave other materials including plexiglass, paper, cardboard up to the baked clay and raw. I started using the needle to draw with threads, then to embroider, on paper, cardboard, cardboard, fabrics, felt. I have often combined these techniques. I loved producing books, I chased them - mine and those of others - for ten incredible years: artists' books. This definition has never satisfied me, I made a thesis on it and I haven't found a better one yet. This long period has brought me to many places in Italy and abroad and who knows how it would have gone if I hadn't stopped. I stopped in an unthinkable place: on an island, from which I inherit my maternal roots. Living on an island is not easy for me and this could inspire long and countless chapters on why. But then I think that, in my variegated expression, I could not be more coherent than this: how could I not live in the mythical place par excellence? I continue to produce and I love designing exhibitions immensely, but from here it is not easy for me. The hands and thought do not want to submit, however, and continue relentlessly to make me pass from torment to ecstasy and vice versa: this is research and creation. Each work I produce is the result of a long journey that began millennia ago. Today I want to enclose it in the name of TheMythicalProject.

 

 

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