Il fascino della piccola arte nascosta

Tanti anni fa, quando visitai per la prima volta quella chicca del Museo Diocesano dell'isola dove vivo, la bravissima guida di allora, Cinzia Bianco, mi fece scoprire un oggetto nascosto. O meglio, che si usava nascondendolo: lo scapolare. 

Lo scapolare in questione era -ed è- un frammento di stoffa usato come protezione da portare sotto l'abito, usanza risalente sin dall'Alto Medioevo, ed è rimasta sino ai giorni d'oggi un modo di invocare protezione del tutto religioso. La sua storia è appassionante ed invito a documentarsi su questo piccolo e potente oggetto.

Sono rimasta affascinata dal rapporto fortemente viscerale con questo frammentino di stoffa, quasi un controsenso considerando l'alto valore spirituale dell'invocazione. 

Io non sono credente, ma rimango ugualmente stregata dall'uso dello scapolare che riprendo per le mie sagome in feltro da usare per scopi paralleli. In fondo siamo tutti sotto lo stesso cielo.

I miei scapolari, che spesso non sono più -come anticamente erano- doppi e uniti da un nastro da porre da una spalla all'altra, diventano ad immagine unica e forse servono più a persone che litigano con se stesse e devono cercare di mantenere in pace i pensieri. Pensieri Liberi, Verdi, Nuovi, Armonici, Delicati. 

Arte Viscerale e nascosta se nascosto sotto un abito.

Ma perché no, anche esposta all'aria ed alla luce se usata come spilla. 

E' sempre un esercizio personale a cavarsela con le proprie forze attraverso una immagine: non sarà di certo un peccato. 

Ringrazio Cinzia Bianco e spero che possa deliziare ancora a lungo i visitatori che giungono al suo Museo.

 

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